La gaffe di Tonino sul «giudeo» dell’Idv
Intervistato da Simona Ventura a Quelli che il calcio, Antonio Di Pietro ha sprezzantemente liquidato il transfugo dell'Idv Sergio De Gregorio, definendolo un perfetto giudeo, ovvero un traditore.
A parte l'imbarazzante lapsus, Tonino sembra anche ignorare le ultime ricerche filologiche che riabilitano l'Iscariota dal marchio di infame. E Israele c'entra ancora meno.
Ha scritto AnnaV: Non guardo molto
Oggi leggo ne “Il giornale” a pag.9 un trafiletto in cui si dice che durante quella trasmissione l’onorevole avrebbe “sprezzantemente liquidato il transfugo dell’Idv Sergio De Gregorio, definendolo un perfetto giudeo, ovvero un traditore”
Ho pensato, non so perché, che se fossimo ai tempi della guerra di Troia, i Troiani avrebbero definito una persona del genere, greco. Meglio: danao… ricordate la frase di Laocoonte. “Timeo Danaos et dona ferentes” (temo i Danai anche quando portano doni).
Se fossimo stati al tempo dei nazisti lo avrebbero chiamato sicuramente giudeo, per il disprezzo nei confronti degli Ebrei tutti.
Ma oggi?
Definire uno che si considera traditore con il nome “giudeo” secondo me indica, sia pure per un lapsus freudiano, una pericolosa, anche se inconsapevole, forma di razzismo.
Sia chiaro: non penso che l’on. Di Pietro sia un razzista e credo che la sua sia solo una gaffe, come pure dice "Il Giornale"; ma la gaffe mi sembra molto grave e, a mio avviso, dovrebbe scusarsi, soprattutto ora che l’antigiudaismo conosce delle pericolose recrudescenze. (il grassetto è mio perchè condivido in pieno)








