DUE PAROLE
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Nome: Rodolfo
Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella citta'. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi , gli idolatri e chiunque ami e pratichi la menzogna.


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venerdì, 18 maggio 2007

PERCHE' SONO
UN PRETE DI SINISTRA

Caro Rodolfo,

perché sono un prete di sinistra?  Non mi è facile rispondere alla domanda che mi fai, perché dovrei, in poche righe, racchiudere quasi settant’anni di vita. Però oggi, guardando dalla finestra, ho visto le ciminiere del petrolchimico di Porto Corsini e mi sono ricordato di un fatto che ti voglio raccontare in risposta alla tua domanda.

Avevo allora diciannove anni e lavoravo in quella fabbrica facendo i turni, unico “cattolico” in mezzo ad un gruppo di operai tutti comunisti, ma quelli tosti di quegli anni. Il loro capo era talmente “rosso” che lo avevamo soprannominato “Palmiro”. Eppure, nonostante la mia diversità di idee, nonostante fossi l’unico non iscritto alla CGIL, nessuno mai mi ha deriso o maltrattato, nemmeno quando, durante le lunghe ore del turno di notte, recitavo il Rosario.
E c’era pure un ispettore severo a tal punto che tutti, nel petrolchimico, lo chiamavano “kapò”. Non era ammesso nessun errore, nessun appello: ogni errore era punito con il licenziamento, specie quando di notte, sopraffatti dalla stanchezza e dal sonno, si veniva sorpresi a dormire. E successe una volta pure a me: dopo molti chilometri di strada per andare al lavoro, dopo due turni di notte consecutivi, una sera, in piedi di fronte al quadro comandi  mi addormentai proprio nel memento in cui stava per sopraggiungere "kapò". Ebbene “Palmiro” lo vide arrivare e, per proteggermi, lasciò cadere a terra, fragorosamente, uno strumento: il rumore mi svegliò e mi salvò la vita, perché col mio lavoro mantenevo non solo i miei genitori ma anche altri sei fratelli. Quelli erano davvero tempi duri.

Ma alla domenica, tutte le volte che andavo a Messa in cattedrale, “kapò” era sempre, da buon cattolico, nei primi banchi con tutta la sua famigliola tirata a festa, recitando il Padre Nostro e facendo la Comunione, tranquillo e sereno di aver gettato nella disperazione decine e decine di padri di famiglia rimasti senza lavoro. Ecco perché sono di sinistra: non ho mai trovato persone tanto oneste, schiette, umane e sincere come i comunisti miei compagni di lavoro i quali, quando decisi di entrare in seminario, cercarono di dissuadermi, non tanto perché andavo a farmi prete, ma perché, nonostante la mia età, lavoravo  bene ed onestamente come loro ed ero stato proposto per diventare capo reparto. Vorrei raccontarti anche della festa che mi fecero quando divenni sacerdote, ma questa è davvero un'altra storia...

Ecco perché sono un prete di sinistra.

Con affetto tuo

Don Giuseppe R. 

postato da: natanaele alle ore 08:00 | Link | commenti (6)
Commenti
#1   18 Maggio 2007 - 09:25
 
Belli i tempi di Peppone e don Camillo!
Incredibili se si confrontano con i tempi di oggi nei quali la maggior parte dei sinistri sono degli individui sinistri e di cui non ho alcun motivo di fidarmi.

Comunque del prete in genere mi fido sempre perchè mi fido del fatto che Cristo l'ha coinvolto nel suo progetto di bene, che lui sia obbediente o no, che sia santo o no, che sia di destra o di sinistra.

Anche se preferisco un prete che sia SOLO PRETE.
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#2   18 Maggio 2007 - 12:19
 
PS: Ho segnalato il post in oknotizie!
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#3   19 Maggio 2007 - 08:02
 
Ottimo, lo vado a votare!!
natanaele
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#4   20 Maggio 2007 - 20:23
 
Ho conosciuto uomini di destra e di sinistra uomini ricchi e uomini poveri uomini simpatici e antipatici e tutti vanno compresi all'interno delle loro esperienze, perchè il povero diventerà sicuramente brutto sporco e cattivo se diventerà ricco e il ricco diventerà un amorevole disperato se diventerà povero perchè siamo inconfutabilmente uomini. Non c'è mai la categoria ma ce sempre l'uomo con il suo essere.
Detto questo come dimenticare che la sinistra quando fu comunista dura e pura fu l'antitesi della Chiesa e oggi che non è più dura e pura è relativista e nichilista e in pratica sempre antitesi alla Chiesa.
Non è in questo caso questione di uomini buoni o cattivi, umani o non, ma di linea politica e caro il mio prete di sinistra ci sono valori non negoziabili che io non voglio negoziare.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ErmannoDiSalza

#5   21 Maggio 2007 - 19:15
 
Caro Ermanno, bellissmo intanto incontrato e conosciuto al Family Day. Ci saranno, spero, altre occasioni.
Il post, in fondo, aveva solo questo significato: io sono cristiano e cattolico per tantissimi motivi, ma il primo è certamente perchè sono nato in una nazione cristiana e cattolica, il secondo in una famiglia cattolica, ... solo questo: su quanto non è negoziabile, stanne certo, è un bravo prete: ciao
natanaele
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#6   25 Maggio 2007 - 12:10
 
Bella testimoninza, verrebbe da dire "altri tempi", ma quando la sinistra di oggi, calpesta i valori a cui Cristo e la Chiesa ci richiamano...mi è difficile capire come si possa amare la Chiesa e stare a sinistra.
utente anonimo

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