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MEETING di RIMINI

UN NON CREDENTE
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Chi mi conosce lo sa perfettamente: non sono di Cl, non sono credente, e neppure ho avviato il cammino sull’ipotetica strada della conversione.
Nonostante questa premessa, da qualche anno partecipo al Meeting di Rimini, prima come visitatore poi, come in quest’ultimo, in veste di autore per presentare il libro scritto con suor Maria Gloria Riva: Volti e stupore: uomini feriti dalla bellezza.
Ma il Meeting prima di qualsiasi altra cosa è un incontro di popolo: ho visto famiglie, seminaristi, uomini attempati, professori universitari e giovani cappelloni.
In poche parole ho visto un popolo: un popolo che ha nella mente e nel sangue un ideale, un popolo che per una settimana ha lavorato, discusso, sudato e sistemato stand e spazi culturali.
Ho visto l’impegno, la coerenza e la militanza, una militanza che tende sempre a dileguarsi, divenire pura testimonianza passiva.
Lì, tra quegli stand, confesso, con un po’ d’invidia, che l’ho sentita vibrare con un’intensità autentica.
L’impressione però che più di ogni altra cosa non mi ha fatto sentire un estraneo, è stata la forte percezione di un sentimento assoluto : l’amicizia.
L’ho scovata nei volti di chi ho incrociato, negli incontri, ed era palpabile in ogni parola che ho potuto ascoltare.
Partendo da assunti completamente differenti per me questa è la comunanza che unisce i compagni.
Ho capito che il collante di questo strano squarcio di paese è don Giussani che palpabilmente ho intravisto un pò ovunque.
Ho capito che idealmente, il medesimo, sorreggeva l’intero impianto, mai ostentato agli occhi del visitatore, mai elevato ad icona, ma una presenza costante, a volte semplice, altre più articolata.
Da parte mia devo poi ringraziare questo popolo per il calore e l’affetto con cui mi ha accolto.
La presentazione del mio libro è stata nella realtà la testimonianza della possibilità di un’amicizia, l’amicizia con suor Gloria e quella con Magdi Hallam il quale ha curato la prefazione del libro.
La mia amicizia con Magdi è un’esperienza, una lotta e una battaglia comune per la difesa della sacralità della vita.
Con suor Gloria, che conosco da più tempo, c’è un rispetto totale.
Non posso pretendere di avere il suo stesso sguardo, mi è impossibile estrarre e vedere quello che vede lei, ma credo in quello che è lei.
Ho cioè un rapporto di amicizia che si basa sull’amore.
Mi fido di lei.
La fiducia, per me, è quello che i credenti chiamano fede.




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IL PACIFISMO

Per trovare sostenitori si rivolge all’unico elettorato di cui si possa servire: quello di chi, avendo le idee confuse o non avendone affatto, si nutre solo di parole o di slogan. Al massimo di utopie.
E’ l’elettorato offerto da una generazione che tutto sommato non vale un granché.
Ha avuto dei pessimi genitori.
Gente che ha saputo dargli solo il motorino e il telefonino o il computer e l’automobile, le vacanze alle Seychelles.
Ha avuto dei pessimi maestri.
Gente che essendo uscita dalla cialtroneria sessantottina non ha saputo insegnargli neanche a fare una divisione e una moltiplicazione, a usare il condizionale o il congiuntivo.
Ha avuto pessimi esempi.
Gli esempi di una società che parla sempre di diritti e mai di doveri.
E di conseguenza è una generazione scoglionata, per lo più composta da figli di papà cioè da borghesucci ben nutriti e molto annoiati.
Da falsi ribelli in cerca di un nemico da combattere e nel medesimo tempo di ciò senza cui gli esseri umani non possono vivere: un sogno, uno scopo.
Così ad un certo punto il sogno, lo scopo, se lo sono inventato e lo hanno chiamato Pacifismo.(Oriana Fallaci)


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martedì, 13 maggio 2008

GRAZIE GESU'

E' il titolo del nuovo libro di Magdi Allam nelle librerie dal 9 maggio.

Nella società occidentale post-moderna dominata dall'ipocrisia del "politicamente corretto" non sembra esserci spazio per un cristianesimo vissuto integralmente, alla luce del sole, ma senza cadute fideistiche o fondamentaliste, ben ancorato alla Ragione.
Trattare argomenti come la conversione da una fede religiosa ad un'altra, poi, è a dir poco disdicevole. Un attentato alla Pace e alla Tolleranza. Uno sfregio irreparabile al Dialogo Interreligioso. Soprattutto se la fede di provenienza è l'islam e quella a cui si approda è il cattolicesimo.
Magdi Cristiano Allam, però, non è tipo da lasciarsi intimorire da luoghi comuni e usanze consolidate. Dopo averci illustrato i rischi del fondamentalismo islamico e dei kamikaze "made in Europe", dopo aver lanciato il suo "Viva Israele", ora Magdi Cristiano ci racconta il percorso che lo ha condotto ad abbracciare la fede in Gesù Cristo.

Proponiamo alcune recensioni di "Grazie Gesù" e cogliamo l'occasione per ringraziare l'autore di questa bella dedica a SamizdatOnLine e all'amico Nando:

Per gentile concessione dell’autore pubblichiamo uno stralcio di “Grazie Gesù”

Le ragioni della mia conversione - Mondadori

Non poteva che essere così, Magdi Allam non è certo uno che si preoccupa di ciò che gli altri penseranno .. - Cultura Cattolica

postato da: natanaele alle ore 16:01 | link | commenti
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lunedì, 12 maggio 2008

PRIORITA'

Nella prima riunione del Consiglio dei ministri sono stati decisi i primi provvedimenti secondo le priorità previste.

1 - E' stato deciso di abbattere tutti i semafori agli incroci.
2 - E' stato deciso di chiudere totalmente il 50% delle finestre di ogni edificio.
3 - E' stato deciso di togliere porte e finestre appannate a tutti i bagni pubblici e privati.

Nei commenti  le motivazioni del Ministro bipartisan dell'economia.

postato da: natanaele alle ore 14:06 | link | commenti (3)
categorie: priorità

IL FALCO

Un uomo uscì di casa e vide un falco fermo su un ramo.
Ma poi non fece mai più ritorno a casa.
Dopo la sua morte incontrò lo spirito di sua moglie che gli chiese: "Come mai non sei più tornato a casa?".
Lui rispose: "Il falco continuava a volare via..."

postato da: natanaele alle ore 07:01 | link | commenti (1)
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domenica, 11 maggio 2008

LA BIOETICA
E LA FANTASCIENZA

Di Enrico Leonardi
"Sweeney era un Uomo Condizionato.Il sangue che gli scorreva nelle vene era ammoniaca liquida; le sue ossa erano fatte di Ghiaccio IV, il suo sistema respiratorio si basava su un complesso ciclo idrogeno-metano... Se fosse stato necessario, Sweeney avrebbe potuto resistere per settimane a una dieta di roccia in polvere"(J. Blish, Il seme tra le stelle). Dopo il post-cristiano e il post-moderno, avremo dunque anche il post-umano? Non è più solo questione di pecora Dolly o di toro Galileo: le cronache contemporanee riferiscono di chimere in cui entra il patrimonio genetico umano, di ibridi uomo-coniglio, di clonazioni umane già in atto ad opera di sette stravaganti quanto minacciose… Del resto Mons. Ersilio Tonini l'aveva già affermato e ripetuto in modo perentorio: la questione della salvaguardia dell'umano - proprio in senso naturale, biologico prima che esistenziale e spirituale - è uno dei crinali vertiginosi del XXI secolo.

I nipoti di Frankenstein

Prevedere quanto potrà succedere è arduo, ma, come sempre, la letteratura fantascientifica, che di proiezioni ed estrapolazioni è maestra indiscussa, ha affrontato questi argomenti con largo anticipo. Anche la manipolazione della vita umana costituisce infatti un ampio capitolo della Science Fiction: un capitolo, come l'argomento richiede, non consolatorio né evasivo; un sentiero del futuribile che si avventura tra scenari d'incubo.  (Leggi tutto)

postato da: natanaele alle ore 08:20 | link | commenti
categorie: bioetica

giovedì, 08 maggio 2008

LA GRANDE DELUSIONE
e la grande speranza

La formazione del nuovo governo che proprio oggi ha giurato di fronte al Presidente della Repubblica, ha lasciato l’amaro in bocca a molti, forse a troppi. Io sono tra quelli.

Sono tra i tanti delusi per le troppe alchimie politiche nella nomina dei ministri che hanno lasciato fuori alla compagine di governo tutte le persone sulle quali fondavo la mia speranza e per le quali ho espresso il mio voto al PDL.

Non che i ministri ora in carica siano dei buoni a nulla: l’aria che si palpava nella grande sala della presidenza della Repubblica era di una cordialità e gioia ed anche di più; sembrano brave persone ed animate di ogni buona volontà: temo per quei valori che sono stati dichiarati “irrinunciabili” e che non mi pare siano né nell’agenda né nell’animo del nuovo governo.

Sembra chiara almeno una cosa: nei numeri questo sarà un governo forte, anche se, almeno dall’apparenza, non certo nelle persone. I cattolici, per esempio, proprio quelli sui quali fondavo la mia speranza, non ci sono; messi in disparte o relegati a ruoli secondari, guarda caso alla medesima maniera con cui il PD ha trattato i “suoi” cattolici.

Il motivo sta forse, come dicono alcuni amici, che non c’è un leader che faccia la linea politica? Forse;   certo è che: se si sta dentro un partito, bisogna poter contare qualcosa, altrimenti puoi fare le comune e divine cose - come l'eccellente lavoro di Formigoni in Lombardia - ma poi arrivano quelli che hanno lavorato per il partito, e anche se sono un branco di idioti, te li trovi ministri; insomma senza un leader riconosciuto e accreditato i singoli cattolici potrebbero non andare da nessuna parte, ed avere peso zero.

Alla fine, la prima impressione è di delusione, perché certamente questo non è il miglior governo possibile, speravo infatti che persone come Ronchi, Prestigiacomo, Rotondi (forse uno dei pochi cattolici) non avessero incarichi prestigiosi, ma tant'è, al momento mi accontento che non ci siano più Turco, Mussi, Prodi, Padoa Schioppa e soprattutto Pecoraro Scanio e compagnia cantanti... cioè un risultato che mi consola è stato ottenuto e di questo devo essere grato alla maggioranza degli italiani: non c'è più il governo Prodi e non dobbiamo temere ogni mattina, svegliandoci, le sue quotidiane, sgradevoli sorprese.

Una sola speranza: al momento della firma dopo il giuramento, uno dei nuovi ministri si è fatto il segno della Croce. Lo ha fatto davanti a tutte le TV, davanti al Presidente del Consiglio, davanti al comunista Presidente della Repubblica, e davanti a tutti i telespettatori che, come me, in quel gesto hanno visto non solo una preghiera d’aiuto, ma una testimonianza.

postato da: natanaele alle ore 18:46 | link | commenti (2)
categorie: politica, governo, giuramento

IGNORANTI SI NASCE

Giullari alla corte di Santoro: interessante riflessione di Paolo Togni su Tempi.

Nella rubrica della settimana scorsa ho assegnato un "Castrone 'oro" con faccia di bronzo e coda di paglia al noto architetto Massimiliano Fuksas; devo estendere questo riconoscimento, limitato al secondo grado, quello di “Castrone d'argento”, anche ai giornalisti Michele Santoro, Aldo Cazzullo, Filippo Facci e Marco Travaglio (ingoranti, ma, in quanto giornalisti, sono scusati); alla presentatrice Beatrice Borromeo (ignorante, ma assolta ex officio per la sua grazia muliebre); al ministro Antonio di Pietro (ignorante, come ognuno sa da tempo); al professor Giovanni Sartori e al disegnatore Vauro (ignoranti, e fa meraviglia per il loro essere toscani: anche se almeno in parte ce lo saremmo aspettato, perché Sartori di sciochezze puntualmente smentite dallo svolgersi dei fatti ci sta inondando da anni).
Quanto sopra lo abbiamo potuto accertare assistendo ad Annozero del 7 aprile scorso: nel corso della trasmissione, come forse ricoderete, l’esimio architetto fu autore di una sparata contro tutto e contro tutti.
E’ partito con Berlusconi, accusato di essere ignorante in quanto autore di una citazione su Cesare sbagliata: naturalmente quella di Berlusconi era giusta, e sbagliate erano le farneticazioni di Fuksas. Poi se l’è presa con gli italiani tutti, ignoranti senza eccezione e violenti.
Nell’assistere a questo spettacolo inverecondo mi sono chiesto: quel tale col viso segnato da due sopracciglia cespugliose, completamente pelato, dall’espressione belluina di cosacco incazzato, di nome Fuksas, era lo stesso Fuksas da me conosciuto nel ’68, quando predicava il libretto di Mao, l’egualitarismo, il potere salvifico della violenza e la palingenesi rivoluzionaria, e che ora ha studi in alcune delle principli città del mondo? Lo stesso che fece battaglie per l’esame politico, e con gli esami politici probabilmente ha strappato una laurea, e che in complicità con Rutelli ha fatto un progetto per il Palazzo dei Congressi di Roma fermo da anni perchè irrealizzabile?
E che ultimamente, convocato da Santoro, si è impancato a giudice delle cose italiane e maestro di vita? Forse sta sfruttando, per farsi una platea, l'antica complicità con l'attuale presidente della Rai, Petruccioli?
Il "Castrone d'oro", non alla carriera, ma a un'intera vita. Come gli stanno bene la faccia di bronzo e la coda di paglia.
Quanto agli altri, il silenzio figlio dell'ignoranza non vale più di un "Castrone d'argento". Se questa non è ecologia naturale, non potete negare che si tratti di ecologia umana.

postato da: natanaele alle ore 11:56 | link | commenti
categorie: ignoranti, santoro, travaglio, fuksas

mercoledì, 07 maggio 2008

Bimbo, declina il tuo Dna
e ti ammetteremo nel nostro mondo
 
La eugenetica privata, e quindi corretta; e il «diritto alla salute» che si metamorfizza quasi in un imperativo a mettere al mondo figli sani. Più ancora che le linee guida, è la filosofia del ministro a preoccuparci. E quell’ansia – a referendum perduto, a mandato scaduto – di sistemare le cose, comunque, nel modo 'giusto' – giusto secondo un pensiero in cui la maggioranza degli italiani non si riconosce. 

di MARINA CORRADI
 P
ure nell’affanno del passaggio di consegne e dell’imminente trasloco il ministro Livia Turco ha trovato il tempo per ribadire, in una lunga intervista su 'Radio 24', il rigore del suo operato quanto all’emanazione delle linee guida della legge 40. Si è trattato di un adempimento puramente «tec-ni-co», ha scandito più volte, tesa a fugare le accuse di quanti vedono nell’apertura all’analisi pre­impianto degli embrioni un tentativo di rovesciamento del dettato legislativo. Ma della scorrettezza di linee guida esalate in articulo mortis da un Governo con le ore
contate questo giornale ha già scritto.
Piuttosto, colpiscono alcune argomentazioni del ministro in difesa della analisi preimpianto, nel caso di genitori portatori di malattie genetiche (categoria che peraltro la legge 40 non prevedeva, essendo destinata – articolo 4 – alle sole coppie sterili). Dunque secondo la Turco la legge vieta, sì, ogni selezione eugenetica.
La selezione praticata da una coppia malata non tenderebbe però a sopprimere la malformazione, ma, in analogia con quanto afferma la legge sull’aborto, a proteggere la salute psichica della madre, che dalla malformazione del figlio verrebbe messa in pericolo. Ci sarebbe dunque, pare di capire, una eugenetica 'cattiva', quella progettata dagli Stati
totalitari, e una eugenetica 'buona', a carattere privato e familiare. Ragione della prima è la eliminazione dalla società degli individui imperfetti, della seconda la difesa della serenità e dell’equilibrio dei genitori. Una differenza fine, anche se poi il risultato di eugenetica cattiva e 'buona' è uguale: la eliminazione del nascituro inadeguato.
In effetti, la posizione della Turco riflette un diffuso pensiero: la selezione dei figli dettata da un potere pubblico, come oggi in Cina con le figlie femmine è, naturalmente, inaccettabile; quella dovuta a ragioni private è lecita, e quasi una premurosa attenzione.
Lo ha chiarito lo stesso ministro, parlando non solo di un diritto, &la