Il realismo di Gaudì
e la speranza dell'Europa



Straordinaria mostra
a Ferrara


Organizzata dalla Fondazione Zanotti, patrocinata da enti pubblici e da privati, la mostra vuole mettere in risalto la speranza di Gaudì in parallelo con la speranza dei fondatori
dell'Europa Unita.
Trovi tutte le informazioni QUI


DUE PAROLE
SU DI ME



Nome: Rodolfo
Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella citta'. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi , gli idolatri e chiunque ami e pratichi la menzogna.





commenti recenti

MEETING di RIMINI




DON GIUSSANI


Comunione e Liberazione
Dicono di lui
Breve biografia
Un'intervista
Tutto su Asianews
Lui e Don Milani
Omelia di Ratzinger
Biografia e opere
L'ultimo saluto
L'enciclopedia
Le sue opere
Tutto su Don Gius


partecipano
SOCIO di SOL
PRELEVA IL LOGO

C'è bisogno di stampa clandestina quando il potere soffoca.

C'è bisogno di un samizdat dove dare libera espressione al nostro desiderio di vita, di verità, di bellezza, di libertà, di giustizia, di una ragione spalancata dalla fede.

C'è bisogno di aiutarsi a trovare le tracce di chi dà un senso al nostro desiderio.



Siti associati

Adoremus
Anerella
AnnaVercors
Aqua
Berlicche
Cazzeggio libero
Censurarossa
C.C. di Lugano
Chiesadomestica
Contro l'imbecillità collettiva
Costruiamoilfuturo
Culturacattolica
Diesse Lombardia
Emanuele Polverelli
Factum
Fontanavivace
Galatro
Gino
Giona
Graciete
Graziella-1
Graziella-2
IlFromboliere
IlMascellaro
Ilpensierocristiano
Insieme per costruire
Il guerriero della luce
Keass
LaCittadella
LineaTempo
Mosaico
Nihilalieno
Nondarmiragione
Pepe
Pescevivo
Photonmessage
Politicus
Quid est Veritas
Rimini in dies
Rivista Zetesis
SecoloXX
Seraphim
Sguardoleale
Sindromepostaborto
Stranocristiano
Tokalon
3 caravelle
Valerio Lessi
Vietato parlare
Vinoemirra
Vita e destino
Yellow and white


DIALOGA CON ME

Contattami
Il mio profilo
linkami
ISCRIVITI


Chiamami con Skype
Scarica Skype
e chiamami gratis.

facebook

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder




Sito registrato nella
lista dei siti cattolici


archivio
banner
categorie
11 settembre
194
aborto
abruzzo
abusi sui minori
affari sociali
afganistan
aids
alagoinha
amicizia
amoralità
anemia mediterranea
angeli
anniversario
anno paolino
antiebraismo
assuntina morresi
ateismo
attualità
avvenire
bagnasco
bambin gesù
banco alimentare
bandiere arcobaleno
barconi
barzellette
bbc spazzatura
bellezza
benedetto xvi
berlino
berlusconi
bertinotti
bestemmia
bindi
binetti
bioetica
bivigliano
blogger
boffo
boicottaggio
brunetta
brustangoli
buco
bugie
bullismo
buon anno
buon natale
buonumore
calunnie
cambogia
canale di sicilia
cardinale martini
caritas
castità
caterina
cattocomunisti
cattofinti
cattogrillismo
cattolici
cei
cenerentola
cenone
chiesa cattolica
cina
cinema
civiltà occidentale
cl
clonazione
coglioni
colletta alimentare
compleanno
comunione e liberazione
comunismo
conflitti
conoscenza
consumismo
corte europea
credere
cristianesimo
cristo
crocifisso
culturacattolica
danza macabra
debito pubblico
diagnosi preimpianto
dialogo interreligioso
diavolo
dico
difesa della vita umana
dilettante
dino boffo
dipietrismo
disobbedienti
dittatura
dolly
don carron
don giussani
donna
down
economia reale
educazione
elezioni politiche
embrioni
emciclica
emergenza
eroi
esperienze
esperimenti
estremismo
etica
eugenetica
europa
eutanasia
fabio cavallari
fallaci
fame
famiglia
famiglia cristiana
family day
fannulloni
fecondazione
fede
fede e tradizioni
feltri
femminismo
femministe
ferrara
feto
figli
fine vita
first dog
franceschini
gabriele mangiarotti
gaza
generosità
gesù cristo
giovanni
giovanni testori
giuliano ferrara
giuramento
giussani
giustizia
globalizzazione
governo
grazie gesù
guaranì
hadjadj
herald tribune
holly patterson
il muro
immigrati
inferno
ipocrisia laicista
islam e cristianesimo
israele
juan carròn
juno
kabu
laicismo
lambrusco
lampedusa
legge 40
libertà
livore anticristiano
lodo alfano
maddalena
madre di dio
madrid
magdi allam
magistratura
mara carfagna
marina corradi
martiri
medaglie
medici corrotti
meeting di rimini
melazzini
memorie
merlino
mitezza e umiltà
mons fisichella
morale
moratoria
morresi
mufti
natale
natanaele
naufragio
nazismo
nucleare
obama
olimpiadi
olocausto
omicidio
onlus
ora di religione
pace
padre trento
pakistn
paola bonzi
paradiso
parlamento
pasqua
pastori
pensionati
persecuzioni
pescatore
pillola
pillola del giorno dopo
politica
porporana
premier
priorità
privilegi
prostituta
protagonista
pupazzi
radioformigoni
ragione
ratzingher
razzismo
realismo
recessione
referendum
religione
riflessioni
rivelazione
roccella
ru486
ruini
sacerdozio
safe
samizdatonline
san pietro
sanità
sapere
satanismo
scienza
scuola
secolarizzazione
senato
sentenza
sesso
sessualità
sete
sharia
shoah
sla
socci
società
sofferenza
solzenicyn
sorriso
speranza
sport
staminali
storia
stupore
sudamerica
sudan
suicidio
suor gloria riva
sussidiarietà
tar
tasse
teologo
terra santa
terremoto
terrorismo
testamento
testamento biologico
tibet
tony blair
torri gemelle
tracce
traffico di organi
tragedia
trattato di lisbona
turpiloquio
tutti a casa
tv
uganda
umanità
umiltà
università
vangelo
vasco rossi
verità
vescovo
victor
videospazzatura
vietnam
violenza alle donne
vita
volti
voto
web
zucche
2008
2012
links
NOTA EDITORIALE

Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso agli autori del blog , e sara' immediatamente eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul blog e' a scopo di approfondimento, di studio e comunque non di lucro.



counter
Sei il visitatore n.
Annunci GratuitiForum Gratisphp nuke GratisBlog GratuitoAlbum Gratuito









giovedì, 19 novembre 2009

LA FINE DEL MONDO

Ci risiamo, ettipareva che, per incamerare soldi a palate, non si sfruttasse nuovamente da un lato il genere carastrofico tanto caro al cinema americano (loro sono specialisti anche in catastrofi vere), e dall'altro l'immaginario caro a troppi imbecilli che, o in nome di Nostradamus (sempre smentito) o in nome - adesso - degli ignari e incolpevoli Maya, sono sempre pronti a leggere in qualunque pezzetto di carta la profezia di un'imminente ennesima fine del mondo.

Ma la cosa peggiore, in tempi di cui tanto si parla di crisi, in tempi in cui già le piste di sci sono al collasso perchè stracolme di sciatori in ogni giorno della settimana, in tempi in cui, disciutendo della fame del mondo, le delegazioni di quasi duecento paesi si sono divertite più a fare a gara chi fosse la più spendacciona o avesse scelto l'hotel più di lusso, insomma in tempi in cui gli imbecilli di ogni nazione e razza occupano le prime pagine, sembra essere sfuggita forse la vera fine di un mondo, quello che la compianta - ma mai dimenticata Oriana Fallaci, inascoltata Cassandra - aveva con dolore preannunciato.
L'Occidente sta davvero terminando la sua parabola e non è necessario essere catastrofici per capirlo.

Qualcuno si è accorto di alcune scene mancanti nel film?
Davvero nessuno?
Il regista, con scelta più di codardia che di botteghino, ha inserito il crollo della Basilica di San Pietro con il Papa e addirittura il Presidente del Consiglio. Ma avete sentito la sua spiegazione di una intelligenza ... catastrofica?  Il regista sostiene che non era  l'intenzione fare uno sberleffo alla Chiesa, ma poi aggiunge: "Io non credo nelle religioni organizzate e volevo affermare che in una situazione del genere l'ultima cosa da fare è mettersi a pregare davanti a una grande chiesa. Rischi che ti cada addosso". E ancora: "In un film catastrofico è sempre interessante scegliere cosa distruggere. Volevamo un capo di stato che rimanesse vittima - chiude Emmerich - e abbiamo deciso per quello italiano".

Per me è una chiacchierata da idiota; dunque come mai mancano alcune scene? perchè non mostrare anche la spianata del tempio a Gerusalemme che crolla con la Moschea addosso a tutti i mussulmani mentre pregano il loro dio per la fine imminente? e il Dalai Lama? e gli Ebrei?
Ecco la vera fine del mondo: la paura di ritorsioni dal mondo islamico ha indotto ad una scelta per ingraziarselo e nulla di più: nei paesi islamici faranno salti di gioia a vedere il Papa crollare sotto le macerie della basilica di San Pietro.
Mai nell'ambito dei conflitti umani, così tanto fu dovuto da tanti a tanto pochi... W.Churchill

postato da: natanaele alle ore 16:50 | Link | commenti
categoria:fallaci, 11 settembre, 2012, islam e cristianesimo
sabato, 14 novembre 2009

UNA PRESENZA IRRIDUCIBILE

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo contro i crocifissi nelle aule scolastiche ha suscitato una vasta eco di proteste: giustamente quasi tutti gli italiani - l’84% secondo un sondaggio del Corriere della Sera - si sono scandalizzati della decisione.

«E voi chi dite che io sia?». Questa domanda di Gesù ai discepoli ci raggiunge dal passato e ci sfida ora.
Quel Cristo sul crocifisso non è un cimelio della pietà popolare per il quale si può nutrire, al massimo, un devoto ricordo.
Non è neppure un generico simbolo della nostra tradizione sociale e culturale.
Cristo è un uomo vivo, che ha portato nel mondo un giudizio, una esperienza nuova, che c’entra con tutto: con lo studio e il lavoro, con gli affetti e i desideri, con la vita e la morte. Un’esperienza di umanità compiuta.
I crocifissi si possono togliere, ma non si può togliere dalla realtà un uomo vivo. Tranne che lo ammazzino, come è accaduto: ma allora è più vivo di prima!

Si illudono coloro che vogliono togliere i crocifissi, se pensano di contribuire così a cancellare dallo “spazio pubblico” il cristianesimo come esperienza e giudizio: se è in loro potere - ma è ancora tutto da verificare e noi confidiamo che siano smentiti - abolire i crocifissi, non è nelle loro mani togliere dei cristiani vivi dal reale.
Ma c’è un inconveniente: che noi cristiani possiamo non essere noi stessi, dimenticando che cos’è il cristianesimo; allora difendere il crocifisso sarebbe una battaglia persa, perché quell’uomo non direbbe più nulla alla nostra vita.

La sentenza europea è una sfida per la nostra fede. Per questo non possiamo tornare con tranquillità alle cose solite, dopo avere protestato scandalizzati, evitando la questione fondamentale: crocifisso sì, crocifisso no, dov’è l’avvenimento di Cristo oggi? O, detto con le parole di Dostoevskij: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?».

Novembre 2009
Comunione e Liberazione

postato da: natanaele alle ore 19:09 | Link | commenti
categoria:crocifisso, comunione e liberazione, corte europea
sabato, 14 novembre 2009

DEDICATA AL MINISTRO BRUNETTA: SONO GIU'

E' deceduto un pensionato di un ente pubblico e si presenta felice e contento in Paradiso.

-Ben arrivato figliolo, gli dice San Pietro.
-Grazie, ma ho una richiesta da fare: vorrei essere collocato insieme ai miei colleghi pensionati di enti pubblici.
San Pietro, dopo una breve ricerca sul registro: Mi dispiace, ma qui non ne trovo proprio, devi cercare giù.
Ed eccolo al Purgatorio: all'Angelo che gli apre al porta fa la solita richiesta: Vorrei stare insieme ai miei colleghi pensionati degli enti pubblici. Putroppo anche l'Angelo del Purgatorio non ne trova sul registro.
-Qui non ce ne sono, devi per forza provare giu'.

Arrivato all'Inferno gli apre Satana in persona.
-Caro Satana, io sto anche all'Inferno, ma vorrei trascorrere il mio tempo insieme ai dipendenti di enti pubblici, miei colleghi.
Satana, dopo un breve controllo al computer dell'Inferno: Mi dispiace, qui non c'è nessuno, evidentemente sono tutti giu'.

-Impossibile, più giù dell'Inferno?
-No, sono giu' a prendere il caffè.

postato da: natanaele alle ore 16:23 | Link | commenti
categoria:paradiso, inferno, brunetta, pensionati
martedì, 10 novembre 2009

COLLETTA ALIMENTARE

Al di là del cerchio - C'è un avvenimento imponente che da qualche anno segna il mese di novembre. In Italia ma, ormai, non solo, visto che un po’ alla volta sta diventando globale, con ricadute in Europa e Sudamerica. È la Colletta, la giornata organizzata dal Banco Alimentare (quest’anno cade il 28) per raccogliere da chi fa la spesa cibo da donare ai poveri. È il momento culminante di un lavoro che dura tutto l’anno, visto che il Banco assiste costantemente ottomila enti e associazioni (primi fra tutti, i Banchi di Solidarietà). Nel 2008 ha mobilitato più di centomila volontari, stavolta è probabile che si vada oltre. Un gesto di popolo, insomma. Che però, per paradosso, si porta dentro un rischio. Non è tanto - o non solo - l’abitudine, la possibilità di dare per scontato che accada una cosa del genere (ormai è l’edizione numero dodici). È qualcosa d’altro, di più sottile. Qualcosa che, stranamente, si annida nella semplicità stessa del gesto.
In fondo, la Colletta è come un cerchio che, una volta tanto, si chiude a perfezione. C’è chi fatica ad arrivare a fine mese e spesso non ha i soldi per mangiare. C’è chi raccoglie sul mercato cibo che altrimenti andrebbe buttato (il Banco Alimentare, appunto). E c’è chi lo fa avere ai poveri (i Banchi di Solidarietà e le altre associazioni). Una grande idea, un’applicazione intelligente e una macchina organizzativa che funziona. Bellissimo.
Eppure, da fuori, ci si potrebbe fermare lì, al bel gesto. Grande. Commovente. Capace di approdare sui giornali. Ma destinato a svanire qualche giorno dopo, nella mente di chi non è implicato direttamente nel Banco, nei Banchi o nel ruolo di chi quei pacchi li riceve.

E invece no. In quel sabato di fine novembre - e in ciò che porta a galla - c’è molto di più. C’è tutto. Perché basta grattare via la patina degli stereotipi sulla crisi e i “nuovi poveri” per trovare quello che un recente rapporto della Fondazione Sussidiarietà afferma con numeri e cifre e che lo stesso Benedetto XVI ha fissato in un passo della Caritas in veritate: «Una delle più profonde povertà che l’uomo può sperimentare è la solitudine. A ben vedere anche le altre povertà, comprese quelle materiali, nascono dall’isolamento, dal non essere amati o dalla difficoltà di amare». Si è poveri perché soli. Tante volte, prima di essere una questione di disoccupazione, di soldi, persino di fame, la povertà è solitudine. Bisogno di un rapporto, quindi, altro che sussidi. Conta quanto il cibo. Anzi, più del cibo. Perché non è un rapporto qualsiasi che manca, al povero come a tutti: è “il” rapporto, il legame con il significato. Con ciò che dà senso e dignità a tutto. Con il Mistero. Non a caso, quella pagina del Papa prosegue così: «Le povertà spesso sono generate dal rifiuto dell’amore di Dio, da un’originaria tragica chiusura in se medesimo dell’uomo, che pensa di bastare a se stesso, oppure di essere solo un fatto insignificante e passeggero, uno “straniero” in un universo costituitosi per caso. L’uomo è alienato quando è solo o si stacca dalla realtà, quando rinuncia a pensare e a credere in un Fondamento».

Il cuore della Colletta, e del lavoro che si porta appresso tutto l’anno, è proprio questo. All’origine di quel cerchio semplice e perfetto, tracciato dal Banco, dai Banchi e da molte altre opere - ma si potrebbe dire, da ogni forma di vera carità -, c’è qualcosa che sta oltre. Un fattore che pesa molto di più del pacco di viveri portati a chi ha bisogno. C’è «il Fondamento», per usare l’espressione del Papa: Cristo. E arrivare fin lì, a riconoscerLo, è ciò che inizia a scardinare davvero la solitudine. Di chi riceve, ma anche di chi dà.
Lo testimoniano molte delle storie che troverete raccontate in questo Tracce. Ma è una possibilità per tutti. Magari a cominciare da quel sabato di fine mese, in cui si può entrare al supermercato per “fare del bene” e si può uscirne - o legarsi - avendo fatto un passo in più nella conoscenza della realtà. Di sé. E di ciò che serve a tutti per vivere.

(Editoriale di Tracce di novembre)

postato da: natanaele alle ore 19:41 | Link | commenti
categoria:tracce, gesù cristo, colletta alimentare, banco alimentare
lunedì, 09 novembre 2009

IL MURO DI BERLINO

"Se non fosse per i pannelli che ricordano uno dei primi tragici tentativi di fuga dalla Germania comunista, farei fatica a ritrovare l’ex passaggio di confine ad Invalidenstrasse, a poche centinaia di metri dal Reichstag che oggi ospita il parlamento tedesco sotto una grande cupola di cristallo. Fu qui che in mezzo ad una folla festante varcò il Muro, sulle spalle del padre. Rivedo ancora gli occhioni azzurri di quel bimbo. Oltrepassato il posto di guardia alzò lo sguardo verso il cielo come se all’Ovest avesse un colore diverso da quello plumbeo e grigio dell’Est. Una scena degna di un film di Fassbinder, un’immagine che più di ogni altra mi si è fissata nella memoria il giorno che crollò la Bastiglia rossa e ne uscirono i prigionieri di un regime dispotico e assurdo. Era il 1989, l’anno in cui il vento della libertà soffiava impetuoso. Ma nessuno s’immaginava che avrebbe buttato giù il muro della vergogna.
Ore venti di giovedì 9 novembre.
Squilla il telefono, dall’altra parte del filo Giuliano Ragno, il nostro compianto vice-direttore che all’epoca era responsabile degli esteri. «Hanno appena annunciato che la Ddr apre le frontiere – grida con voce concitata –. È come se fosse caduto il Muro!». "

Leggi tutto l'articolo di L. Geninazzi di Avvenire

A quell'epoca lavoravo ancora in un grande hotel della mia città: erano arrivati nel pomeriggio un ragazzo ed una ragazza di Roma: si erano fermati in albergo per quella notte in attesa di proseguire per Berlino e partecipare alla grande festa della caduta del muro. Mi inviarono da Berlino una cartolina che ancora conservo gelosamente, poi di loro non ho più avuto notizia. Sperto tanto stiano bene.
Ma qualche mese dopo, un'amica di famiglia - una ragazza tedesca che studiava nella nostra città - in segno di amicizia mi portò un regalo che definì speciale: all'apertura del pacchetto ecco che ti trovo un bel pezzetto del famoso muro.
Vent'anni sono trascorsi: straordinario quel pezzo di muro ancora in casa mia.

postato da: natanaele alle ore 13:19 | Link | commenti (4)
categoria:comunismo, berlino, libertà, il muro
mercoledì, 04 novembre 2009

UNA CORTE DALLE CORTE VEDUTE

La Corte Europea "stacca" i crocefissi dalle pareti delle scuole italiane - intervista a Giorgio Salina di Radioformigoni

A Strasburgo la Corte Europea dei Diritti dell'uomo alla fine ha sentenziato: la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del "diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni".
La sentenza fa seguito ad un ricorso presentato da una donna italiana in causa dal 2002.
Per capire meglio le basi di tale sentenza e cosa potrà accadere ora abbiamo contattato Giorgio Salina, collaboratore diplomatico della Nunziatura Apostolica presso il Parlamento Europeo.

       Vota il sondaggio

 

(Da Annavercors) - Non è un simbolo meramente religioso ma il simbolo della nostra cultura che per duemila anni     ha caratterizzato l'Italia rendendola la patria dei meravigliosi capolavori dell'arte sacra, in letteratura, in architetture, in pittura e così via. Certo, vi sono stati apporti di altre culture perché il popolo italiano, e tanto più un popolo cristiano, non si è mai chiuso agli apporti delle altre culture che sono state sempre valorizzate dal cristianesimo. Perché ogni cosa  ha sempre un aspetto positivo, anche se si tratta semplicemente di una virgola. E da una virgola si può ricominciare a ricostruire. Dal niente è più difficile. Anzi, per l'uomo, dal nulla è impossibile creare alcuna cosa.

In questi giorni abbiamo ricevuto una terribile umiliazione, per la nostra cultura, per la nostra nazione da parte di una Corte  europea che non sappiamo nemmeno da chi sia costituita. Una corte europea che domani potrebbe chiederci anche di smettere di parlare o di studiare a scuola l'Italiano perché c'è una certa signora finlandese che decide di non aver voglia di insegnare l'italiano al suo bambino che vive in Italia.

Certo sembra paradossale... ma cosa possiamo aspettarci da un'Europa che ha deciso di intromettersi negli affari interni dei vari popoli che la costituiscono? Da quel che mi risulta solo l'Irlanda, la Gran Bretagna e la Polonia hanno posto come condizione che le leggi e le tradizioni del loro popolo dovevano essere salvaguardate. Noi italiani no. E non per colpa nostra giacché nemmeno siamo stati coinvolti in un referendum perché si chiedesse il nostro parere.

In margine a questo riporto il risultato di una conversazione avuta nel web. Qualcuno mi parlava della storia dell'uomo di 100mila, 200mila anni, davanti ai quali il  duemila anni dell'era cristiana impallidirebbero. Ma allora perché in tutto il mondo ci troviamo ora in una data ben precisa, il  2009, che presume sicuramente un punto di partenza...
Avremmo potuto benissimo partire dalla nascita dell'antica Roma (secondo la tradizione il 753 a. C.) oppure ci prepariamo, in base all'irresponsabilità, incoscienza o incapacità di chi governa anche l'Europa ad adottare il sistema di datazione islamico (Dall'
Egira, la fuga di Maometto dalla Mecca a Medina nel 622 d.C.)?

E dopo il Crocifisso?  leggi l'Editoriale di Samizdsatonline

postato da: natanaele alle ore 09:56 | Link | commenti
categoria:scuola, crocifisso, coglioni, persecuzioni, radioformigoni, corte europea, ipocrisia laicista
lunedì, 02 novembre 2009

LA PROSTITUTA E LA PROVVIDENZA

 

Eravamo seduti a tavola in un ristorantino di Rimini, alcuni giorni fa, Giovanni, io e Cecco cui avevamo fatto visita per l’amicizia che ci stringe da tempo. Nel corso della conversazione Giovanni, riferendosi ai discorsi che facevamo, citò un brano del Vangelo di Matteo (21,31): ”In verità vi dico che i pubblicani e le prostitute vi precederanno nel Regno dei cieli”.

 

Così m’è venuto da pensare ad un fatto che è stato fondamentale in questi ultimi trent’anni della mia vita e che vi voglio raccontare.

Insegnavo – ai tempi dunque in cui i miei capelli non erano ancora grigi – in un Istituto scolastico parificato gestito dai Padri Stimmatini di Verona; non avevo ancora il tempo pieno per cui, per arrotondare, come si suol dire, svolgevo mansioni di receptionist in un piccolo albergo della mia città: un albergo pulito, sempre completo e nel quale sette stanze erano perennemente occupate da alcune entreneuses (le chiamerò eufemisticamente così) che lavoravano in un night-club della provincia. Queste ragazze avevano l’abitudine, ogni quindici giorni, di alternarsi con altre, sicchè in albergo, ma sopratutto nel locale, c’erano sempre volti nuovi, a meno che qualcuna, divenuta l’amichetta del solito gonzo riccone, per poterlo spremere ben bene, non rinnovasse la “ferma” fin’anche di alcuni mesi: in tal modo diventava una cliente fissa in albergo e, come succede con qualunque altro cliente, avevi la possibilità di scambiare quattro chiacchiere e di entrare in confidenza. Poi il proprierario dell’albergo pensò che, trasformandolo in uffici commerciali, avrebbe guadagnato molto di più e con meno preoccupazioni: così fece e così io rimasi senza quel lavoro e non seppi più nulla di quelle ragazze.

Alcuni anni dopo, nel corso degli esami di licenza media è venuto a mancare il preside a causa di un infarto, ed a settembre eccoti il preside nuovo, ovviamento un religioso Stimmatino, dalla grinta sanguigna e deciso di trasformare la scuola in una fabbrica di soldi: aumentò le rette, fece pagare tutto quello che era possibile far pagare con le conseguenze che potete immaginare (oggi l’Istituto praticamente non esiste più ma neppure quel preside); però la cosa che mi interessa raccontare fu che, al termine dell’anno scolastico, senza alcun preavviso, ad alcuni insegnanti non fu più rinnovato l’incarico per l’anno sucessivo, me compreso che, tra l’altro, svolgevo mansioni direttive, soprattutto al dopo-scuola, non indifferenti.

 

Il giorno seguente - lo ricordo bene, era un giovedì -  mi recai a scuola per avere delle spiegazioni (trovarsi senza lavoro era tragico anche per quei tempi) ma non fui ricevuto nè dal preside nè dal vice preside, fra l'altro un religioso col quale, fin dall'inizio della scuola, avevo stretto una profonda amicizia; così che me ne uscii sconsolato dall’edificio e mi incamminai verso la fermata dell’autobis per tornare a casa. 

Avevo fatto poche decine di metri ed ecco che incontro una di quelle ragazze con un bimbo in braccio. Dopo i primi felici convenevoli, e saputo della mia situazione, mi informa che la proprietaria dell’albergo dove si erano trasferite, stava cercando un adetto al ricevimento perchè intendeva ampliare l’hotel.

Pochi minuti dopo ero a colloquio con quella signora - oggi ottantenne e con la quale ho ancora buoni rapporti d'amicizia - ed il lunedì successivo, quattro giorni dopo, ero già al lavoro e vi sono rimasto fino alla pensione.

 

Nell’umanità davvero straordinaria di quella ragazza io ho visto il volto di Uomo che ha camminato sottobraccio con me, guidandomi sempre, ed in molte occasioni, quando sono stato un poco stanco, mi ha amorevolmente sostenuto.

Spero davvero, sia pure dalle ultime file, di  poterla rivedere un giorno, seduta in prima fila, lei una prostituta, girarsi e salutarmi.

postato da: natanaele alle ore 08:46 | Link | commenti
categoria:umanità, maddalena, gesù cristo, prostituta
martedì, 27 ottobre 2009

GODIAMOCI IL SESSO

in nome di Dio

Il filosofo Hadjadj convertito al cattolicesimo,  scoperto dal Meeting di Rimini e intervistato dalla rivista Tempi, propone una specie di alleanza tra Cristo e carne; contro l'erotismo consumistico da ipermercato: proprio in tema con le vicende di questi giorni.

Insomma: "in nome di Dio godetevi il sesso. Non è un Dio strano e godereccio e non è un paradosso o una metafora per dire altro. Parliamo proporio del nostro Dio e parliamo del nostro sesso. E' il Dio che conosciamo da millenni, venuto dall'ebraismo e incarnato in suo figlio Gesù e adorato nella Chiesa Cattolica. Dobbiamo liberarci dal dualismo falso e sciagurato fra il corpo e lo spirito, riabilitare la carne e sottrarre il sesso alla sua mortificazione quotidiana di chi lo smercia ma in fondo lo detesta. Chi l'ha detto che l'immortalità dell'anima e la fede il Dio Padre onnipotente siano incompatibili con il piacere del corpo e l'amore carnale? Oggi il sesso è un peccato per le religioni, un reato per la politica e una manna per la società: è il vero oppio dei popoli per spegnere fede e politica.
Dobbiamo caldeggiare una grande rivoluzione culturale che passi attraverso i nostri corpi, la nostra sensibilità unita alla nostra sensualità: tra Dio e il sesso, tra Cristo e la carne, non c'è incompatibilità ma alleanza."

Leggi tutto l'articolo

postato da: natanaele alle ore 08:26 | Link | commenti
categoria:sesso, sessualità, hadjadj
lunedì, 26 ottobre 2009

C’E’ TRAGEDIA E TRAGEDIA

 

Lo confesso, la vicenda di Marrazzo e le sue scorribande con i trans mi hanno un tantino depresso: che pena! Quelli della sinistra proprio vanno pazzi per il “diverso”, nel senso sessuale ovviamente: uno beccato sui viali alla ricerca di viados o altro, e questo beccato sul più bello, con i pantaloni che neanche lui sapeva dove fossero mentre, ad occhi spalancati dalla meraviglia, veniva filmato e forse fotografato.  Propio loro che da mesi ce la mettono tutta a denigrare il Presidente del Consiglio (che nei suoi confronti si è comportato ben diversamente) basandosi su quanto ha detto quel tale che ha riportato le frasi del tal’altro che credeva di aver sentito una frase da un altro ancora. Insomma la classica zappa sui piedi, oppure chi la fa l’aspetti.

Ma il bello, il ridicolo, il tragicomico della vicenda sta in quei tremila euro pagati ad un trans!! Mia moglie non fa altro che chiedermi che cosa faccia di così straordinario alle parti basse di un pezzo grosso come Marrazzo, uno che non è nè di qua nè di là, per guadagnare in una notte quello che lei guadagna in quattro mesi di pensione. Io non le so rispondere, l’ho consigliata di scrivere direttamente all’interessato prima che, come dice di voler fare, scompaia vergognosamente dalla circolazione.

Insomma per il poveretto una vera tragedia, peggio di quelle di Aristofane o di Euripide, ma anche più divertente.

Sicchè parlando di tragedia ve ne voglio riportare una delle oltre settanta scritte da un certo Campanile, anche se ci sta come i cavoli a merenda: tant’è che importa.

 

TRAGEDIA: Il Teologo ed il Diavolo

La vicenda si svolge in un luogo qualunque, in un giorno qualunque, verso sera; al centro della scena un lampione.

Sipario.

Entra da sinistra (ovvio) il diavolo e da destra (pure ovvio) il teologo.

Si incontrano sotto al lampione.

Il teologo: so tutto di te, ma proprio tutto; solo una cosa mi incuriosice: ma perchè ti diverti tanto a tentare gli uomini?

Il diavolo: semplicemente perchè tentar non nuoce.

Sipario.

postato da: natanaele alle ore 17:08 | Link | commenti
categoria:tragedia, diavolo, teologo
domenica, 18 ottobre 2009

CROCIFISSI DUE VOLTE

Ho appreso la terribile notizia della crocifissione di sette cristiani sudanesi e ho trovato sul sito degli Atei, Agnostici, ecc… questo commento: «korova scrive: 17 Ottobre 2009 alle 9:08 “crocifissi sette cristiani”??? ERA ANCHE ORA!!!! have a anice (sic!) day!!!», ancora non ripreso da alcuno, e mi sembra gravissimo: i visitatori commentano ogni cosa, attaccano con parole volgari chi crede, si dicono difensori del libero pensiero, ma mi pare che qui la libertà sia solo quella del disprezzo, rivestito da uno sciocco e presuntuoso senso di superiorità. [Per la cronaca, questa notizia è stata postata il 16 Ottobre 2009 alle 16:29, e l’ultimo commento, ora che scrivo, è del 17 Ottobre 2009 alle 10:49]...

Continua a leggere in culturacattolica.it

postato da: natanaele alle ore 12:28 | Link | commenti
categoria:sudan, cristianesimo, martiri, culturacattolica

Heracleum blog & web tools